La storia del moroso

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Riceviamo e pubblichiamo.
«Roma. È un lunedì mattina come tanti altri. Io esco per andare a lavoro, il coinquilino di merda è in casa. A far cosa non è dato sapere.
Il cdm è arrivato da un paio di mesi, ignoro praticamente tutto della sua vita avendolo incrociato due o tre volte, ma so che è già ai ferri corti col proprietario di casa, in quanto moroso.
Proprio il proprietario di casa, persona tutto d’un pezzo, ormai stanco della situazione, contatta il cdm perché vuole vederci chiaro. Lo invita quindi a farsi trovare in casa per fare due chiacchiere. “Mezz’ora e sono lì”, gli avrà detto.
Beh, il cdm pensa bene di investire quella mezz’ora per recuperare frettolosamente i suoi effetti più cari e sparire fino a far perdere definitivamente le proprie tracce. Non prima di aver arraffato anche la mia valigia, che ingenuamente lasciavo incustodita in uno spazio comune.
E poi fuga, telefono irraggiungibile, stanza lasciata come un “letamaio” (cit. il distinto proprietario di casa) e una latitanza che dopo otto mesi continua ancora.
Vogliate perdonare l’impossibilità di allegare una foto-testimonianza, ma sono certo ne comprenderete le ragioni.
Vi ringrazio per l’attenzione. Con immensa stima.
Vittorio»

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